Una ronda non fa primavera

chamito

Vorrei fare, da cittadino semplice, un’analisi semplice del discorso ronde.

  1. Prima incongruenza. Parto da una cosa semplice. Se io pago le tasse, tra le tante cose, anche perché lo stato controlli e mi protegga, perché dovrei uscire in strada per fare le ronde e proteggermi da solo (rischiando, in quanto non armato, di trovarmi in situazioni che non so/posso fronteggiare)?
  2. Seconda incongruenza. L’attuale governo ha fatto dell’incremento della sicurezza forse il cardine più forte della sua campagna elettorale. Tale governo dovrebbe potermi assicurare la sicurezza, visto che l’ha promessa. Invece mi dice “mi hai eletto, grazie, ora esci per strada e difenditi.” (Leggi: “sono arrivato dove volevo sfruttandoti, ora puoi anche andare affanculo”).
  3. Terza incongruenza. In quanto non armati (e giustamente, non essendo forze dell’ordine) ma dovendo svolgere attività quasi di polizia, i componenti delle ronde sono potenzialmente sempre a rischio nel mettersi contro situazioni pericolose, in cui i criminali potrebbero essere armati a piacimento. Quindi le forze dell’ordine dovrebbero stare comunque con la pulce nell’orecchio, pronti ad andare a salvare i rondisti.
  4. Quarta incongruenza. Prendo spunto da quanto ho sentito pochi minuti fa dal sempre pungente Gianni Ippoliti. “I criminali non sono scemi: si sono già provvisti di pettorine e sono vestiti da ronda.”
  5. Quinta incongruenza. I componenti delle ronde, devo essere apartitici. Ora, qualcuno mi vuole spiegare quale padre di famiglia che deve mantenere moglie e figli, andrebbe a rischiare di notte di essere magari accoltellato?

Poi mi chiedo anche, seguendo “L’arena” su RaiUno, a chi ha fatto favori Paola Ferrari, per stare in fascia di massima audience a parlare di politica quando fa la giornalista sportiva.

Siete tutti invitati a commentare e a portare le vostre ragioni. Intavoliamo un discorso civile così capiamo meglio tutti se queste ronde possono essere davvero utili.

A mio avviso, tutta la gente che è d’accordo col fatto che la sicurezza in Italia deve essere aumentata (realmente, non come dicono sempre i politici la “sicurezza percepita”), invece di mettersi in strada a fare le ronde, dovrebbe andare a manifestare (leggi: farsi sentire decisamente) sotto al ministero dell’interno, a chiedere che i soldi che noi diamo allo stato siano investiti anche in polizia, carabinieri ed educazione civica (si, perché l’italiano, di indole, ha dell’incivile); e non in progetti lunghi 10-20 anni di fantomatiche centrali nucleari. Dove sappiamo tutti che i fondi destinati a procedure di controllo e messa in sicurezza andrebbe a finire in ben altre tasche, pardon progetti.

Ma di questo forse parlerò un’altra volta.


Lascia un commento