Lui tornava molto spesso lì, da sua moglie, al cimitero. Andava a trovarla non quotidianamente, ma comunque con una certa frequenza. Quel tanto che bastava perché qualcuno potesse approfittare di lasciare lì, davanti alla sua lapide, i fiori secchi che sostituiva davanti a quella del proprio caro.

E questo lo faceva molto incazzare.

Lei non c’era più da diversi anni. Ma lui era ancora molto legato all’immagine di lei. Non al ricordo, all’immagine. Era convinto che lei potesse ancora sentirlo, potesse ascoltare e comprendere quelle che potevano essere le sue gioie così come le sue disgrazie. Magari anche dargli indietro un parere, una risata o una parola di conforto. Ma non si accorgeva che così facendo si straziava. Era da sempre stato convinto che lei fosse la persona perfetta per lui. Senza mai saperlo con certezza, perché era finito per averne quasi un’adorazione cieca. Così cieca da fargli perdere il contatto con la realtà; da fargli pensare di poter continuare ad avere la stessa relazione che aveva prima, anche se lui era vivo e invece lei morta.

Questo aveva fatto sì che lui continuasse a vivere una vita apparentemente normale, quasi ordinaria dato che ciò rimaneva comunque nella sua sfera privata. E il fatto che ciò fosse rimasto un fatto privato, non gli dava modo di accorgersi che era diventato grigio. Che per quanto lui sentisse di dare amore era in realtà diventato impenetrabile di fronte ai vivi con cui si relazionava. Era diventato una cassaforte con dentro rinchiusi i suoi pensieri, i suoi pregi. Che nessuno però poteva vedere, perché per paura di perderli lui li teneva sempre ben segregati dietro quella combinazione. E che in questo modo neanche avevano la possibilità di evolvere.

Non si rendeva conto che, così facendo, era morto anche lui. Aveva cessato di cercare. Aveva smesso di dare e di prendere, soprattutto di prendere. E come se per il cibo puoi dare tutto quello che ti senti di dare per solidarietà, ma a un certo punto devi pur sostenerti ed usare qualcosa per te per non morire, così era successo a lui. Aveva smesso di prendere, di prendere da lì dove realmente avrebbe potuto. Ed era rimasto vuoto. Senza energie. Senza colore. Senza calore.

Di lì in avanti avrebbe dovuto accorgersene prima o poi, che fosse per suo moto spontaneo o per uno stimolo esterno. Avrebbe dovuto accorgersene e cercare di invertire la tendenza, per non rimanere un morto vivo, un occhio chiuso.