30 novembre 2007, ore 21:40 circa:
entriamo al secondo anello che il concerto è cominciato si e no da un minuto, Samuel sta ancora cantando “Tutti i miei sbagli” acustica con Max. Troviamo subito i posti, il Palalottomatica è strapieno, le luci accese esaltano il mare di gente che c’è nel parterre.
Si spengono le luci, parte il viaggio: la prima cosa che mi colpisce è la formazione sul palco stile Kraftwerk (cioè minimale, tutti sulla stessa linea, senza amplificatori, casse da morto di Boosta eccetera).
L’acustica del Palalottomatica è, come purtroppo mi aspettavo, abbastanza penosa; ci sono momenti in cui il suono viene fuori pulito, ma per la maggior parte del tempo la voce si sente confusa, c’è una prevalenza di basso e cassa ma tutto ciò che è toni medi e alti viene fuori abbastanza a tratti. Ma vabbè, quello me lo aspettavo.
Nel complesso i Subs fanno ballare e saltare veramente tutti; sono in forma seppur con qualche pecca.
SAMUEL: tira come sempre il pubblico, nonostante qualche parola dimenticata (che ci vuoi fare, l’età…) trascina che è un piacere, peccato che almeno dal punto dove stavo io si distingueva a tratti. Purtroppo assalito dalle fan in calore quando si lancia sul pubblico.
MAX: lo si vede saltare un sacco, smanetta con i pedali; non so perché ma mi sembra meno in forma del solito.
BOOSTA: va bene il sequencer, va bene che fare contemporaneamente tre linee melodiche con due mani è difficile, ma secondo me ormai sta un po’ perdendo il senso del tastierista: le parti di tastiera (essendo quasi esclusivamente programmate) suonano tremendamente dritte e per questo anche un po’ finte; ma soprattutto, quello che non comprendo, è per quale cacchio di motivo debba saltare e ballare sulle tastiere tutto il tempo senza quasi suonare. E comunque l’armadio col rack a fianco faceva la sua porca figura!
VICIO: (ammetto che sono di parte) da bassista, non posso fare altro che riconoscere che il basso insieme alla batteria è l’asse portante del groove e principale causa del movimento di gambe che provocano. Le stecche che lui stesso dice che hanno preso, io non le ho sentite (vuoi l’acustica mediocre, vuoi che forse non ci sento io).
NINJA: come sempre, il maledetto Ninja è una macchina. Non riesco a capire come faccia ad essere così preciso: va bene il click in cuffia, ma c’è stato un momento in cui ha sparato un 280-300 colpi di rullante di seguito senza una variazione tra l’uno e l’altro. Allora le cose sono due: o sei una macchina o usi le macchine. Spero che si trattasse della prima ipotesi. Geniale anche nei suoni.
La scelta di fare anche i pezzi vecchi non è stata per niente male, abbiamo anche visto il ritorno di “Nuova ossessione”, che per ballare è l’ideale.
Forse “Aurora sogna” è stato il mio pezzo preferito della serata.
Insomma, complessivamente il gruppo spacca e anche tanto, i pezzi del disco nuovo sono tornati belli elettronici, l’umanità è quella genuina che c’è sempre stata; ragazzi però buttate giù ‘sta pancetta, fate muovere un po’ di più le manine, fate passare corrente dentro ‘sti benedetti oscillatori!
Per quanto riguarda la scenografia, veramente molto bella; l’idea del pannello che sale e scende non è assolutamente male, anzi dava un’idea di virtuale del gruppo abbastanza suggestiva; si vedeva comunque che le grafiche sono state curate soprattutto sui pezzi nuovi rispetto ai vecchi.
Bella prova comunque, spero solo di risentirvi in un posto un po’ più decente come qualità del suono!