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	<title>chamito&#039;s blog &#187; gioventù</title>
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		<title>qualche riflessione sulla vita che mi aspetta in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 18:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chamito</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[gioventù]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; normale che a vent&#8217;anni (o qualcosina di più) uno si chieda seriamente cosa vuole diventare, cosa si prefigge di fare negli anni più vicini a venire. &#160; E allora]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">E&#8217; normale che a vent&#8217;anni (o qualcosina di più) uno si chieda <strong><em>seriamente</em></strong> cosa vuole diventare, cosa si prefigge di fare negli anni più vicini a venire.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">E allora il ragazzo italiano, come tutti o quasi i suoi coetanei in giro per il mondo, si mette a guardare fuori dalla finestra: guarda che cosa fanno gli altri coetanei; guarda cosa fanno quelli più grandi di lui; guarda come si comportano quelli più piccoli di lui. Quindi qualche neurone si mette in funzione e si mette a produrre. E produce un pensiero ovviamente, che viene esternato dal ragazzo con sentimenti, stati d&#8217;animo e aspettative solo per dirne qualcuna.</p>
<p align="justify">E cosa prova il ragazzo italiano dopo questo processo? Il ragazzo italiano trova che intorno a lui ci sia una situazione quantomeno complicata. Vede che c&#8217;è qualcosa che palesemente non va in Italia, vede che a volte si sente diverso da tutti gli amici. Vede che c&#8217;è tutta una dinamica diabolica per la quale CHI un tempo era disprezzato per ciò che faceva (e cioè prevaricare gli altri, traendone profitto e cercando di accentuare il più possibile tale dinamica) oggi non dico che viene osannato, ma comunque si trova al governo, DECIDE PER LUI (il ragazzo) ma a LUI non fa arrivare niente di positivo da tutto questo.</p>
<p align="justify">Parliamo chiaro: il Presidente del Consiglio di turno, non fa altro che cercare di mettersi d&#8217;accordo con tutti gli altri (altrimenti lo tolgono dalla poltrona &#8211; diamine, siamo in democrazia) e tutti quanti insieme si spartiscono la torta che è stata preparata col sudore della fronte dal popolo. Ah si il popolo, quello che in Italia è sovrano. Quello che lavora perché giustamente l&#8217;Italia è <strong><em>una repubblica fondata sul lavoro</em></strong>. Bravo popolo. Si attiene al regolamento. Il popolo. Perché quelli di cui il ragazzo italiano parlava prima, non fanno parte del popolo, loro il popolo lo amministrano. Loro la famiglia ce l&#8217;hanno nella contea di Ceppaloni o Arcore di turno. Non ce l&#8217;hanno ai bordi del G.R.A. a Roma.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Detta così sembra quasi che sia colpa del popolo, povero stronzo. Il popolo (in cui il ragazzo italiano deve cominciare a prendersi delle responsabilità serie), quello stupido ridicolo popolino che non riesce mai a farsi venire un&#8217;idea per essere vincente, un&#8217;idea che gli faccia fare il balzo di qualità. <em><strong>Il popolo italiano</strong></em>, che da devoto qual&#8217;è per trasmissione genetica non smette mai di lavorare perché così dice la costituzione.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Ma fa bene lavorare? E&#8217; utile lavorare? O meglio, è utile lavorare in Italia <strong>oggi</strong>?</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Il ragazzo italiano pensa di no. In realtà non è che lo pensa, lo sente sulla pelle. Il ragazzo italiano comincia ad accorgersi che lavorare in Italia non è più proficuo. Non lo è mai stato molto, ma oggi meno che mai. Il ragazzo italiano vede che stare staccato dalla famiglia perché i suoi vari componenti devono lavorare, non gli porta profitto. Non lo porta neanche ai suoi amici, sai, almeno avrebbe avuto la consolazione di aver fatto qualcosa per gli altri. Lavorare oggi in Italia non porta proprio profitto a nessuno. Che faccia parte del popolo.</p>
<p align="justify">Perché di quelli che abbiamo citato prima, quelli che dal popolo sono scappati appena hanno capito che aria tirava, invece godono del lavoro del ragazzo italiano e dei suoi pari grado. Ne godono ma non sono riconoscenti. E&#8217; un orgasmo a senso unico. Uno dei due partner pensa solo alla sua soddisfazione, e una volta raggiunta, lascia l&#8217;altro insoddisfatto ma soprattutto stanco.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Adesso sfido chiunque a dire che avere un partner del genere è bello.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Solo il popolo italiano ne è convinto. Solo il popolo italiano è così stupido (attenzione, non masochista; in quel caso ne goderebbe) da tenersi accanto un compagno così, in un epoca in cui il divorzio sembra la soluzione di tutti mali.</p>
<p align="justify">L&#8217;italiano ha questo grande difetto: quando gli regalano un giocattolo, lo tiene tutto per se, non pensa a cosa si potrebbe fare condividendolo con gli altri. Stesso discorso vale per il divorzio. L&#8217;italiano è contento di avere la possibilità, un giorno, se vuole un/a compagno/a migliore, di divorziarsi e accaparrarsi il meglio sulla piazza. E ne fa uso e abuso di questo. E lascia eventuali figli (marmocchietti del cazzo, sempre a mangiare e lamentarsi&#8230;) con un destino che ha un punto interrogativo grosso più o meno quanto Piazza S. Pietro.</p>
<p align="justify">Ma all&#8217;italiano, che finalmente ha usato il suo giocattolino ed è contento che abbia funzionato alla perfezione, non va ancora tutto bene; c&#8217;è quel sassolino nella scarpa del governo che gli toglie il pane dai denti, che ancora non va via. Ma non pensa che anche il governo se l&#8217;è scelto come un compagno di vita. E&#8217; il popolo che ha cercato di convincere il partito a suon di voti a stargli vicino; ma allo stesso popolo, non viene mica in mente che quando questo compagno gigante diventa scomodo può cercare di liquidarlo divorziandone. Non capisco per quale cazzo di motivo, <strong>ma questo al popolo italiano non viene proprio in mente</strong>. Potrebbe liquidare chi gli sta accanto, e gli strappa la vita e ciò per cui è fatta, in un attimo, e invece continua a sorbirsi questo compagno scomodo, cattivo e bravo solo a fare finta che tutto vada bene.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">L&#8217;operaio italiano continua a morire nella fabbrica, il coltivatore italiano continua a svendere il suo prodotto e ad arrangiarsi sempre di più, l&#8217;impiegato continua semplicemente a lucidare le scarpe del padrone a richiesta (a volte anche senza richiesta, così tanto per farsi apprezzare un po&#8217; di più).</p>
<p align="justify">Per carità, il messaggio non è quello che la meritocrazia è sbagliata, anzi: è proprio questo il principio sul quale il ragazzo italiano si incazza. Perché è vero che chi merita ha diritto a una remunerazione più alta, ma in Italia il popolo italiano fa tutto il contrario!!! Dà maggiore gratificazioni (<u>soldini</u>, amici miei) a chi meno se lo merita. Si potrebbe dire che l&#8217;Italia è l&#8217;azienda che applica la peggiore politica di marketing dell&#8217;universo. E come abbiamo visto già tante volte (io non ho detto Parmalat), le aziende che applicano una politica di marketing sbagliata vanno in una sola e ben chiara direzione: la bancarotta, il fallimento.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">E io a ritrovarmi con le pezze al culo non ci voglio stare. Io non voglio fare parte di un sistema che già so che collasserà (i motivi sopra sono solo alcuni, pochini pochini). Sarebbe da stupidi e non voglio fare la fine del popolo italiano. Se il popolo italiano riuscirà a fare ciò che spero, e io tenterò in tutti i modi di farcelo riuscire, sarò ben contento di stare nel mio paese natale. Ma se nel mio paese natale l&#8217;unica convinzione (forte, peraltro) è che un giorno le cose si rimetteranno a posto le cose da sole, beh non so proprio quanto mi ci posso rispecchiare in questo ragionamento. Non so proprio quanto sarò disposto a pagare con i miei anni l&#8217;attesa vana che vivere in Italia abbia un senso. Perché ad oggi non ce l&#8217;ha un senso vivere qui.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Ah, un&#8217;ultima cosa mi freme di dire: chi cerca di prevaricare gli altri, fa una cosa ignobile, è una sua scelta, se ne è veramente convinto che la porti avanti. MA NON LO FACCIA CON CHI NON SI PUO&#8217; DIFENDERE. NON LO FACCIA CON CHI STA MALE. Chi sta male deve avere la possibilità di difendersi, e lo può fare solo curandosi. Se è una cosa ignobile rubare e farsi ricchi sulle spalle degli altri, farsi ricchi togliendo risorse alla sanità e obbligare un povero cristo a rasentare la morte per affermare un suo diritto sacrosanto, è una cosa più che satanica. E&#8217; una cosa che va contro la logica stessa di sopravvivenza di chi la mette in atto. Ammazzare (quando non ce n&#8217;è necessità &#8211; ergo per nutrirsi) per avere solamente la pancia ancora più piena di quella che già è, è una cosa veramente da esseri insulsi, che non meritano la vita stessa.</p>
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