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la scoperta dell’acqua calda

Ebbene sì, anche io sono entrato nel vorticoso mulinello di AJAX.

Quello che credevo essere una delle invenzioni più spettacolari mai viste era in realtà una cosa che stava lì da quando è nato il web (vabbè mo non esageriamo, da quando è nato il web 1.0).

E insomma, il mio caro amico Diego l’altro giorno mi ha passato le librerie AJAX che usa lui e da lì mi si è aperto un mondo di escamotage nuovi per riuscire a fare un lavoro come si deve.

Niente più accrocchi in JavaScript che fanno impazzire l’utente, solo una pagina che cresce al tocco del navigatore. Certo, anche così bisogna combattere con i piccoli grandi bug che caratterizzano la vita di uno sviluppatore, ma sicuramente il risultato che si ottiene è ben più gradevole in molti casi, di quello che era prima.

Insomma, una volta che ho scoperto l’acqua calda, mi ci lavo le mani, fa sempre più piacere di quella gelida!

gelato VS wordpress

eh beh, come avrete capito alla fine a vinto wordpress.

per carità, gelato parte come una innovazione in fatto di CMS, non tanto nella struttura visiva e amministrativa quanto nel “cuore”, infatti integra al suo interno ajax, il linguaggio che ormai Google sta imponendo al mondo (essendo presente in Youtube, Gmail e tante altre cose).

Ed infatti, se si va bene a guardare, gelato è un progetto residente sotto googlecodes, raccolta di software che il personale che lavora in Google sviluppa in quel 30% di tempo libero al giorno rispetto al totale delle ore lavorative.

Cosa vuol dire questa frase?

Che se un programmatore lavora in Google 10 ore al giorno, 3 di queste sono riservate per contratto al fargli fare ciò che vuole.

Fico!

E quindi qualcuno dei googlers (passatemi la licenza poetica) ha pensato bene di sviluppare questo cms per blog completamente in ajax (come wordpress tra l’altro, dal quale sto scrivendo) e l’idea è carina: è leggero, minimale, in più ha un comodo oggettino flash che consente di caricare su spazio web file mp3 e senza doverli convertire lui stesso crea lo stream audio nel browser (per capirci non si deve convertire il file in un suo formato particolare come fa youtube con i suoi file .flv).

Soltanto che nell’installarlo ho incontrato dei piccoli problemi (sicuramente dovuti a qualche impostazione del mio hosting, visto che installandolo sul webserver del laptop filava liscio come l’olio), e se comunque vogliamo dirlo, è ancora in fase beta, quindi manca di molte opzioni e comodità.

Ma l’idea c’è ed è più che buona, è ottima.

E brava Google che favorisce il lavoro d’intelletto e perché no, anche il “passatempo d’intelletto”. ^_^

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