Ma mica c’è bisogno di scomodare la fede di cui parla Formigoni.

Io dico, basta pensare alla decenza delle proprie azioni. Non posso tollerare che Formigoni, un Berlusconi in piccolo – a livello locale, faccia finta di niente e con la sua faccia di bronzo voglia convincere vecchi e rincoglioniti (parlamose chiaro, chi altri può convincere?) si erga a interlocutore del Papa, quello che per i cristiani cattolici dovrebbe essere la massima figura rispettabile.
[Seguirà disquisizione sull’autorevolezza e credibilità di quest’ultima figura.]

Come dice Valentina, non si può essere cristiani “tranne che…”.
Non si può sbandierare ai quattro venti una fede in Dio palesemente fake, fatto dimostrato dalla vita politica del nostro amico Bob.
Proprio ad oggi il conto degli indagati in consiglio regionale della Lombardia arriva a toccare la cifra 40: sarebbe questo l’impegno in politica che hanno i cattolici? Cercare di organizzare una enorme associazione a delinquere? E badate bene che non sto facendo di tutta l’erba un fascio: nel momento in cui non vedo nessuno dei fantomatici “politici cattolici” mettere in discussione fortemente la legittimità della presenza di Formigoni ancora a capo di una istituzione così importante come una Regione d’Italia, questi stanno facendo il suo stesso gioco e vuol dire che gli va bene.
No. Non va.

Tra l’altro, viste le uscite degli ultimi giorni del Santo Padre, Formigoni dovrebbe pure fasse du’ domande se è il caso di voler comparire così intimo con Benedetto XVI.

[Disquisizione sull’autorevolezza e credibilità della figura del Papa.]
Dai, Benedetto, in due giorni hai dato la tua benedizione a una premier che ha introdotto la pena di morte per gli omosessuali nel suo paese, e detto che il voler rendere le unioni omosessuali uguali in termini di diritti alle unioni eterosessuali è un attentato alla pace.
Mi dispiace, ma come si dice a Roma (e lo dovresti sapere visto che il Vaticano è proprio… a Roma) stavolta te sei allargato un po’ troppo. Magari solo a parole, ma te sei allargato.

Ma a quale pace possono attentare due omosessuali che vogliono potersi amare come due eterosessuali possono fare nel corso della loro vita?
So che non stai parlando della pace al posto della guerra, ma piuttosto della pace che secondo te potrebbe venire negata ai nuclei familiari “giusti” secondo la concezione cattolica (e retrograda) del Vaticano.
Fidati, ne conosco di omosessuali, e nessuno mi è mai venuto a fare il lavaggio del cervello per convinermi che omo è meglio di etero. Come io non ho nessuna intenzione di fare viceversa.

Le persone si lasciano influenzare quando sono deboli dentro.
E quando sono deboli, nessuno dovrebbe cercare di convincerle a forza di qualcosa. Né che omosessuale è sbagliato, né che eterosessuale è sbagliato.
Quando una persona è debole, va semplicemente sorretta e bisogna cercare di ridargli quella serenità che quindi gli potrà permettere di decidere in autonomia cosa considerare giusto o sbagliato.

Ma mi duole ammettere che il Vaticano tutto sta facendo meno che dare forza alle persone, sempre più spesso mi sembra che vengano lanciati proclami atti ad impressionare i più deboli (sempre di personalità, parlo).

Non va bene. Non va bene pe niente.