chamito's blog

Pensieri, parole, opere e omissioni

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[Tomaski] But I feel good

http://www.tomaski.it/2012/10/31/but-i-feel-good/

[Tomaski] Me ce metti sarciccia, formaggio piccante, pomodori secchi e maionese

http://www.tomaski.it/2012/10/09/me-ce-metti-sarciccia-formaggio-piccante-pomodori-secchi-e-maionese/

[Tomaski] Di Minetti, di labbra, di costume

http://www.tomaski.it/2012/09/24/di-minetti-di-labbra-di-costume/

Amarcord

Dopo due anni e mezzo, la voce tua ancora mi fa venire i brividi. E sempre me li farà venire.

Comunque, grazie.
Close to you.

Le parole sono importanti

Sono giorni ormai, alla luce degli ultimi numeri da circo compiuti dalla giunta Polverini, che i giornalisti chiedono a Renatona & Friends cose tipo:

Ma non pensate che, tenendo questi comportamenti, si rafforzi l’antipolitica?

Prendiamo in esame l’ultima parola: antipolitica. Formata da anti e politica, sta ad indicare qualcosa che vada contro la buona gestione, l’amministrazione dello Stato.

E invece le pappagorgie ingrassate coi soldi nostri che scaldano le sedie (e manco sempre) nelle amministrazioni pubbliche, quelle so politica. Ah vabbè.

[Tomaski] Il fondo del barile

http://www.tomaski.it/2012/09/14/il-fondo-del-barile/

Sardinia is burning /2

Er il zindeco de Roma non finisce mai di stupirci, e ci regala una perla dal suo blog personale (seguite il link nel tweet di seguito):

 In particolare mi colpisce l’affermazione iniziale:

Mi domando se era necessario far passare un’altra giornata di inferno alla città di Roma per trovare una giusta soluzione per gli operai dell’Alcoa.

Tralasciando l’improvviso impeto sindacalista (?) di Alemanno, e confrontando questa frase con quello che ho potuto vedere/sentire con i miei occhi/orecchie, mi pare che la giornata d’inferno Roma se la sia creata ad arte.
Per carità, gente  di comprovata fede mi ha anche spiegato con dovizia di particolari che lo schieramento di forze dell’ordine a difesa dell’ordine pubblico non è gestito dal sindaco ma direttamente dal questore. Che in un certo senso dovrebbe essere una garanzia. Tipo quando c’hanno garantito la carica il 12 ottobre sotto Palazzo Grazioli perché intonavamo pericolosissimi canti e slogan goliardici rivolti al nostro ormai fu presidente del consiglio.

Semplicemente, a fronte di un corteo di non più di 400-500 persone al massimo, c’erano un migliaio di poliziotti.
Almeno DUE poliziotti in media per ogni manifestante.
Una scorta da fare invidia alla più altolocata moglie di un comandante qualsiasi della Municipale di Roma stessa.

E oltre ai due accompagni per ogni sardo, si sono aggiunti almeno 1/2 elicotteri che dalle 9:00 di mattina hanno svolazzato sulle nostre teste fino all’ora di cena.
Il cherosene ti fa bella.

Qual è il punto: sono l’unico che pensa che la gestione di tutta questa cosa sia stata un tantino ridicola? Sproporzionata?
O me state a dì davvero che il “CHIAMO ‘E ‘SERCITO?!?” dall’imitazione di Max Paiella d’er il zindeco de Roma non era per niente inventato ma reale?

Sardinia is burning /1

Due post consecutivi sulla Sardegna. Ultimamente la sento particolarmente vicina.

Questa volta però voglio confrontare l’Italia continentale e la Sardegna. Non in senso strettamente geografico, ma rispetto a quello che stanno significando queste due entità nell’ultimo periodo. (In particolare oggi, mentre scrivo, è in corso la manifestazione dei dipendenti dell’Alcoa di Portovesme che non vogliono perdere il lavoro.)

C’è una differenza fondamentale tra i sardi e noi: i sardi sono ancora genuini in quello che fanno e nel modo in cui vivono. La maggior parte di loro, almeno. Lo dimostrano le proteste che hanno le palle di mettere in atto.

Hanno saputo barricarsi in miniera a 400 metri di profondità, o sopra una torre, perché giustamente non vogliono perdere il lavoro; e non lo vogliono perdere soprattutto perché le cause sono gestioni aziendali snaturate e che non tengono minimamente in conto la situazione umana dei propri dipendenti.

Ma c’è una differenza non da poco tra il perdere il lavoro qui o in Sardegna, secondo me: che prospettive ci sono per un giovane sardo, o ancora peggio per un sardo che è sui 40/50 anni?
Per quanto ce ne lamentiamo, bene o male perdere il lavoro qui ritengo sia meno drammatico che perderlo in Sardegna.

Ed infatti, mentre loro si fanno centinaia di chilometri e ore di nave per venire a manifestare la loro incazzatura, noi romani e “continentali” in genere sembriamo un branco di poser.
E’ ora che se damo na svegliata.

Sardinia mood

Lotzorai Sunset

Altro che camera anecoica, mi è bastato fare un bagno alle 20:00, in Ogliastra, con il mare calmo come un lago delle isole Lofoten, per provare certe sensazioni.

Semplicemente facendo il morto a galla, con le orecchie immerse nell’acqua e la pace della sera, per riuscire a sentire solo due rumori: uno intermittente, che era il mio respiro, ed un continuum, cupo, che era la mia circolazione sanguigna.

Una cosa che, se ci resti per quasi 5 minuti in questo stato, ti rimette in pace col mondo, ti resetta tutti i nervi e ti rende una persona migliore.

Solo la natura, il mare, l’aria e tu.

Ieri mi sono innamorato.

Capelli corti nerissimi,
occhi neri che ti sorridono,
un sorriso così bello e solare che non ne vedevo da tanto tempo.

Grazie ragazza dello stand Ichnusa di Tortolì, mi hai fatto volare con il cuore.

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