Si dice e si pensa che nella vita ognuno debba scegliere una direzione ben precisa, prima o poi.

Lo vuole la società, lo vuole la famiglia, lo vogliono gli amici probabilmente. Ho sempre avuto una certa riluttanza a fare le cose per volere di qualcun altro; segno che il mantra “a te non te ne deve importare di quello che fanno o pensano gli altri, te devi ragionare con la testa tua” di mio padre ha fatto effetto e me lo porto dentro da sempre.

E allora molti, a un certo punto della vita, che può essere nell’adolescenza come a 40 anni, decidono più che di prendere una direzione, di seguire un filone direi io. Massimo rispetto, intendiamoci, se hanno capito che quel filone è quello che li rappresenta appieno. La speranza è che non lo facciano solo perché hanno paura di perdere un fantomatico treno.

Sono in quell’età, i 30 anni passati, in cui ci si comincia a caricare sulle spalle qualche peso serio: un lavoro, una casa, una famiglia propria per chi ce l’ha. Inevitabilmente, il tempo e la mente sgombra per starsene lì a ragionare su quale sia la direzione da prendere nella vita scarseggiano.

Capita ovviamente anche a me, di avere quella sensazione dell’essere proprio sullo spartiacque e guardare quello che c’è stato da una parte e quello che voglio ci sia d’ora in avanti dall’altra. E mentre guardando all’indietro vedi tanta frivolezza e al tempo stesso acquisisci la consapevolezza che anche e soprattutto quella è servita ad arrivare ad oggi, guardando avanti vedi ancora tanta incertezza e ti sale l’ansietta del tempo che scorre.
Clock is ticking, bitch.

Il problema è che non voglio scegliere una strada a forza solo perché “si deve”. Anzi io credo che non ci sia una strada dritta tipo Route 66 che ti porti fino alla fine senza dover fare mai una bella curva. Piuttosto da qui in avanti ci aspettano sempre più tornanti, che se fai lo sborone è un attimo a incollarsi il muretto o finire nella scarpata, ma se li prendi bene, cazzo ti diverti un sacco.

Riempi i polmoni e andiamo giù / perché non siamo sub siamo solo cercatori di qualcosa in più