Dio non esiste. Così dicono gli autobus. (Ma io non ne sono tanto sicuro…)
Poco fa, mentre cenavo e seguivo distrattamente il TG1 (concedetemelo – almeno lì non ci sono zoomate ogni due secondi sulle chiappe della Silvstedt) vengo colpito da una sicuramente singolare iniziativa, già realizzata in altri paesi ed in partenza anche in Italia: sugli autobus di alcune città, sembra a cominciare da Genova (fonte Repubblica.it), appariranno presto spot (se non ho capito male dell’UAAR) che propagandano la tesi che Dio non esista. Sul genere di questo che segue.
Ora a me, da cristiano credente, sorge spostanea la domanda del perché di questa azione.
Molti diranno
beh, se fa la pubblicità l’8×1000 sugli autobus e per strada, perché non possiamo farla noi?
Niente di più vero. Però continuo a non capire una cosa: che visione avete, voi che promuovete questa iniziativa, della Chiesa? Avete capito di quale Chiesa parlo? Ma soprattuto sapete cosa vuol dire Chiesa? (Devo darvi del tu sennò impazzisco)
Probabilmente vi riferite alla Chiesa come istituzione quasi monarchica, chiusa nei palazzi del Vaticano, contornata dall’oro e dallo IOR. Ma molta gente non sa il vero significato di Chiesa. Lo riporto da Wikipedia per giustificare la fonte (ammesso che Wikipedia sia una fonte attendibile):
Nel greco classico il termine chiesa indica l’assemblea della popolazione (il demos) di una città libera. Il termine ha quindi un significato politico e non religioso, e potrebbe tradursi (secondo l’etimologia del termine) “convocazione”. I cittadini che formano l’ἐκκλησία (ekklēsia) sono gli ἐκκλητοι (ekkletoi), i convocati.
È ovvio che se ci si ferma ad una interpretazione superficiale del termine, la provocazione è fin troppo facile. Chi ha ideato questi spot, e chi lo ha supportato, si è mai fermato ad approfondire il “nemico” (con due virgolette grosse come una casa) che contesta? Io penso, da come sento spesso parlare la gente, che pochi si chiedano da chi è formata veramente la Chiesa, e pensano che siano poche centinaia di cardinali a costituirla. Altresì, da quello che ho potuto vedere e ascoltare, c’è molto poco aggiornamento da parte delle persone su quello che è al giorno d’oggi una comunità cristiana (cattolica per mia diretta esperienza); come immaginano che sia la collaborazione con un parroco, piuttosto che il fare servizio in un qualunque gruppo parrocchiale/diocesano? Qualcosa di altri tempi? Qualcosa al quale solo persone pie e che recitano 40 rosari al giorno hanno accesso? No cari, vi posso dire che non è così. La Chiesa di oggi è fatta da persone di oggi, che agiscono come si sentono oggi. Le persone con cui parlo e con cui discuto di ciò, la maggior parte delle volte non hanno idea di come viva una data comunità, di cosa faccia, come e perché. Per il semplice fatto che non prova neanche ad avvicinarsi.
Avvicinarsi non perché si debba essere “plagiati” dalle astute menti dei preti, e portati come pecorelle al pascolo, ma semplicemente per avere cognizione di causa verso ciò di cui si parla.
Questo è quello che mi fa rodere dentro, che spesso la gente parla senza cognizione di causa. Parla perché ha sentito dire, parla perché è più comodo ripetere che analizzare, confrontarsi ed esprimere il risultato (qui molti potrebbero cogliere una citazione). Personalmente mi sono confrontato con varie situazioni e varie dinamiche, e penso che sto da una certa parte perché ho ragionato e valutato sulle mie esperienze.
Allora vi prego, fatelo anche voi che dite che stare dall’altra parte è meglio. Provate a stare di qua per un po’. O almeno ad osservare. Secondo me quei cartelloni comincerebbero a sbiadirsi…


14 gennaio 2009 alle 09:48
Niente di più giusto …
14 gennaio 2009 alle 23:36
Ma se ne andassero a fanculo, loro e i cartelloni! Ma non ho mai visto un credente mettere su un autous “Dio vi ama….ricordatelo!!!”
Bah