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Pensieri, parole, opere e omissioni

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Categoria: pensieri (page 2 of 3)

Amarcord

Dopo due anni e mezzo, la voce tua ancora mi fa venire i brividi. E sempre me li farà venire.

Comunque, grazie.
Close to you.

Sardinia mood

Lotzorai Sunset

Altro che camera anecoica, mi è bastato fare un bagno alle 20:00, in Ogliastra, con il mare calmo come un lago delle isole Lofoten, per provare certe sensazioni.

Semplicemente facendo il morto a galla, con le orecchie immerse nell’acqua e la pace della sera, per riuscire a sentire solo due rumori: uno intermittente, che era il mio respiro, ed un continuum, cupo, che era la mia circolazione sanguigna.

Una cosa che, se ci resti per quasi 5 minuti in questo stato, ti rimette in pace col mondo, ti resetta tutti i nervi e ti rende una persona migliore.

Solo la natura, il mare, l’aria e tu.

Ieri mi sono innamorato.

Capelli corti nerissimi,
occhi neri che ti sorridono,
un sorriso così bello e solare che non ne vedevo da tanto tempo.

Grazie ragazza dello stand Ichnusa di Tortolì, mi hai fatto volare con il cuore.

La vita non è un click.

(Ammazza che frase a effetto).

Saranno quasi 20 anni che clicco, se comincio a contare dal mio primo vero PC, un Pentium 100 che ricevetti alla veneranda età di 10 anni.
Sennò anche da prima.

E nonostante tutta questa esperienza, negli anni maturata cercando di dominare il calcolatore nei più svariati modi, stanotte mi sono fatto fregare dalla nuova tecnologia:

IL

FOTTUTO

SMARTPHONE.

Questi grandi, sbrilluccicanti, multi-interattivi schermi che ormai sostituiscono gli interruttori di corrente elettrica comunemente detti tasti, mi hanno tirato uno scherzetto.
In realtà, uno schermo in particolare, quello del mio smartphone.

E così, le mie dita tozze vanno a sfiorare il tasto disegnato sullo schermo che sarebbe stato meglio non sfiorare.

Attimi di panico:

come sia potuto succedere; mo’ che faccio; manderà degli squadristi a pestarmi a morte; sono un coglione.

Poi la ragione riprende il sopravvento, e nonostante il battito cardiaco a 120, riesco ad articolare il seguente pensiero:

eccheccazzo, ci sarà un tasto “Annulla” da qualche parte!

E per fortuna era così. Lo trovo. Lo sfioroclicco. E tutto sembra essere tornato come prima, come se niente fosse accaduto.

Speriamo. Perché se così non fosse e quel numerino sopra le capocce di due persone rese in silhouette su sfondo blu aumentasse di 1, potrebbero essere cazzi.

Per il 2012.

Fare gli auguri di buon anno a tutti gli altri, sarebbe scontato.
E allora gli auguri li faccio a me stesso.

Mi auguro di riuscire a liberarmi di tutta una serie di cliché, di abitudini, di far smettere di girare le ruote da criceto che corro da un po’ troppo tempo e ormai cigolano. (E non perché non ci abbia messo l’olio.)

Mi auguro di imparare a conoscere le persone, vecchie e nuove ma soprattutto nuove, approcciandomi umanamente in modo diverso, riuscendo a riscoprire così anche me stesso.

Mi auguro infine di smetterla di fossilizzarmi sul passato, quel che è stato è stato, in qualunque campo, mi ha fatto crescere ridendo oppure piangendo, ma non mi faranno crescere sempre le stesse cose.
C’è bisogno di nuovi stimoli.

Buon 2012, Daniele.
Che sia un anno “nuovo”. Te lo auguro di tutto cuore.

Avrei bisogno di un piano.

Intendo un pianoforte.

Tanto tempo libero.

Un po’ di sana tristezza.

E nessuno che mi rompa il cazzo.

O forse avrei solo bisogno di una certa persona, che si sedesse accanto a me a suonare a quattro mani.

Ho pianto.

Ho pianto perché ho riletto alcune cose.

Piango perché ancora non capisco come siano potute finire da un momento all’altro. Come possano essere cessate così.
Pagherei ancora adesso con la vita pur di poterti dimostrare quanto valevamo.

Mi manchi, da sempre

A te. Forse la spiegazione e la conclusione di tutto.

Have you ever told me some more
Of the words i ever want to hear
And it wears me out every fall
Every month it breaks you sleep with someone else

Could you guess what i’m thinkin’ about
But you just care to have someone around
To hold in case that it feels
It feels so bad to have that hollow inside

I never saw you naked
Should you guess i feel frustrated
More and more
It feels like it must be the end of it all

Hurt me some more
Let it all out
Tear me apart
And please never
Don’t ever care of me
‘cause it could get better for us
For us

Then heal my pain
Kill me again
Bleeding like rain
And please never
Don’t ever care of me
Could it ever get worse than this
For us

What i gave you was never enough
“oh dear i’m sure you’ll understand there was a
Setback, but
Wait a few weeks it would be good as it can ever be”
Just put an end, you’ll cut my hands, please wear my
Red-stained gift

Get away get away from me,
Cause all your promises are bunch of words and
This bunch of roses was a trail of dead you accepted
For
Some paper, bullets, ink and canned hate

I never saw you naked
Should you guess i feel frustrated
More and more
It feels like it must be the end of it all

Hurt me some more
Let it all out
Tear me apart
And please never
Don’t ever care of me
‘cause it could get better for us
For us

Then heal my pain
Kill me again
Bleeding like rain
And please never
Don’t ever care of me
Could it ever get worse than this
For us

When you say
That nothing compares to this
Well i get
Nothing at all

(as i lie stuck in my bed)
When i say
I’m losing my
(you made me reach the edge of)
Sanity
(sanity)
It means you’re over

You never really wanted to
I never figured out what
More and more
Was growing insane
Hesitate
Start again

Hurt me some more
Let it all out
Tear me apart
And please never
Don’t ever care of me
‘cause it could get better for us
For us

Then heal my pain
Kill me again
Bleeding like rain
And please never
Don’t ever care of me
Could it ever get worse than this
For us

Aspettando il sole

Io sto ancora aspettando il sole… se solo te ne rendessi conto che ancora non lo vedo, e avessi un po’ più di coraggio e di lealtà… verresti ad aprirmi gli occhi.

Close To You.

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