Spero abbiate la voglia di perdere 5 minuti a leggerlo.
Non mi soffermerò su Berlusca si / Berlusca no, vorrei solo rendervi partecipi di come lo stato, nei suoi rappresentanti, tratta il popolo.
Arrivo con 3 amici e bandiera tricolore verso le 22 al Quirinale, e per la verità la piazza è già mezza vuota, e c’è Gabriele Paolini che fa da mattatore tra foto e pipponi attaccati a chi lo ascolta.
Ma il clima è festoso, si ride, si scherza, si fa qualche coro, la situazione è molto rilassata.
Dopo 30-40 minuti decidiamo di raggiungere Palazzo Grazioli, ed infatti il grosso della folla si è concentrato lì.
Stessa situazione, solo un po’ più accalcati, ma si va avanti tra cori, qualche intervista, foto, sbandierate. Tutti sono tranquilli e felici, e non c’è nessun cenno di tensione. La strada, come la logica impone, è chiusa al traffico… e a piazza Venezia non ci sono particolari ingorghi; segno che il traffico riesce più o meno agilmente a svicolare per altre vie.
Ma verso le 23:30, il colpo di genio degli addetti alla sicurezza della nostra città: via del Plebiscito riapre al traffico incurante del fatto che (a occhio), ci saranno circa 2000 persone che stanno dimostrando davanti Palazzo Grazioli, pacificamente ma soprattutto ALLEGRAMENTE.
La riapertura è corredata da un ovvio cordone di Carabinieri che comincia a pressare la gente, cercando di farla indietreggiare. Ci sediamo a terra, tutti con le mani alzate e senza atteggiamenti violenti. Dopo solo qualche minuti però, dico la verità non ho visto com’è cominciata la cosa, ma quello che ho visto è che 1-2 Carabinieri hanno cominciato a dare delle manganellate alle persone in prima fila; ovvio che la gente si è alzata e ha cercato di farli smettere… per fortuna tutto sembra essersi poi risolto per il meglio, con la gente ai lati della strada e autobus, taxi, motorini che passano tra le due “rive”.
Dopodiché, in un momento di minor traffico, i dimostranti si sono riversati per la carreggiata: dopo qualche minuto e qualche scambio di battute con i poliziotti dietro le transenne, siamo usciti dal corteo per tornare verso l’auto e quindi casa.
A piazza Venezia, però, anche se sapevo già la risposta, ho voluto chiedere ad una squadra di 6-7 vigili urbani il perché della riapertura al traffico. Se avessero mantenuto la chiusura realisticamente non più di altre due ore, la gente sarebbe defluita spontaneamente.
La risposta è stata ovvia: “ordini del questore”, a cui ho ribattuto dicendogli che me lo aspettavo, e chiedendogli come il questore di una città come Roma possa davvero usare così poco la logica, mandando autobus, taxi, moto, auto private in mezzo a una folla, a questo punto agitata anche dalle colluttazioni con i Carabinieri, con tutti i pericoli che ne conseguono. E’ disarmante come si possa dare un ordine del genere in quella situazione, ma tant’è.
Quello che rimane, ogni volta, è l’amarezza per come è andata, per come le nostre istituzioni sappiano sempre “buttarla in caciara”, o se vogliamo dirla diplomaticamente “come possano essere così poco lungimiranti”.