E’ innegabile che le cose, nella vita, accadano ciclicamente. Come per me scrivere su questo blog, passa magari un anno ma poi ritorno a scriverci prima o dopo.

Sarà anche la spinta di un cambiamento in arrivo, ma sono in uno di quei periodi in cui mi metto a riconsiderare un po’ tutto, anche ciò che ritengo più saldo e necessario nella mia vita.

Però c’è una novità: non affronto questa messa in discussione come in passato, con ansia o paura. Con mio grande stupore la sto affrontando serenamente, rendendomi conto che non tutto dura per sempre, e che non è detto che finisca; come in questo caso semplicemente una situazione evolve.
Anzi, proprio in questi giorni in cui sto per cambiare le mie abitudini, apprezzo di più i cambiamenti nelle situazioni che vivo e partecipo attivamente al cambiamento.

L’altra cosa che ho realizzato, è che è inutile incaponirsi. Va bene sperare che una situazione torni su certi binari, certi ritmi, che si ripresentino determinate dinamiche. Ma come quando vieni lasciato… un mese, due mesi puoi stare lì convinto che tornerà da te, ma poi devi fartene una ragione e guardare altrove.
Non tornerà da te, sta a scopà co un altro, e se non cambi strada rimani da solo.
E’ difficile, non solo Dio ma tutti sappiamo quanto è difficile, ma è così che funziona.

Hai avuto i momenti belli; hai avuto i momenti al top. Hai avuto i momenti morti, ed anche i momenti di scontro. Hai avuto i silenzi; hai avuto le discussioni. E poi a un certo punto hai avuto l’indifferenza. Ed è lì, nella situazione apparentemente più neutrale, che senti bruciare la pelle per schiaffi che non ti eri neanche accorto di aver ricevuto.
Non ti resta che accarezzarti la guancia in cerca di un po’ di sollievo, guardare la direzione da dove gli schiaffi sono arrivati; renderti conto che devi uscire dal torpore per il quale non hai sentito i ceffoni arrivare.

E a quel punto devi cambiare direzione, risvegliando tutti i tuoi sensi e quei ragionamenti che ormai si erano atrofizzati. E devi andare, che è la cosa più importante.
Se non ti muovi la vista non cambia, il meglio non lo scorgi.

Io spero che questo cambio di direzione mi porti a vedere e conoscere cose nuove, con la consapevolezza che ho acquisito fino ad ora, ma con la mente vergine come se avessi ancora tutto da imparare. Solo allora mi sentirò veramente realizzato come in questo momento in cui ho riconosciuto una maturazione e ne ho preso atto.

Che tu possa avere, sempre, il vento in poppa, e che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle.

A te, e a me.