2010
07.30

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Via Nazionale, Roma, circa mezz’ora fa.
Lampeggianti e sirene spiegate se ne vedono e sentono tutti i giorni per tutto il giorno. Penso qualcosa come “il solito Napolitano”.

Ma pochi minuti fa non si udivano sirene, si vedeva solo il lampeggiante silenzioso delle luci blu acceso. Poco dietro, due carri funebri. Il pensiero allora si ricollega subito alla tragedia di due uomini che stavano cercando di disinnescare bombe.
Ma davvero l’omaggio della scorta, del berretto sulla bara, della cerimonia a Santa Maria degli Angeli, servono a dare più dignità a queste morti? La dignità gliela dà quello che stavano facendo, a mio parere. Non la schiera di militari a piazza della Repubblica.

Gli onori militari a queste due salme, secondo me, dovrebbero ribadire una volta di più che tutti dovrebbero aver capito da tempo.
Chi ha deciso di fare la guerra, di sicuro non è quello che va a disinnescare bombe piuttosto che a sorvegliare zone calde. Chi ha deciso di fare la guerra, i funerali dei militari se li guarda, di sicuro non li subisce.
Mi sono sinceramente commosso al passaggio delle salme. Come al solito, chi paga, è chi sta sotto, non sopra.

Ecco spiegato il titolo di questo mio intervento. Chi sta sopra può, ma non vuole, fermare questo massacro.
Chi sta sotto vuole, ma non può, evitare questo massacro.

E il cielo di Roma oggi dice tutto. È carico di lacrime, ma non riesce a piangere dalla rabbia.

2010
06.26

Più tempo passa, e più tutto questo mi sembra solo una violenza.

2010
06.20

Once we were children… we didn’t think about problems.

We only thought about having fun, meet other children, love our relatives and explore the world around.

When we grew up, we stopped doin’ this shit. We started to think about loving only ourselves, forgetting why we have been created. To love people and the world. Today we only think about how to fuck (more or less phisically) others, and we look very proud about that. But I bet whatever you want, that no one of us is REALLY proud of that. Me first.

And in the moments when I stop for a second and relax, I realize that, and HATE that.

2010
04.04

Ma non con il corpo, con la testa.

Andare via da qua, fare piazza pulita, resettare, ricominciare da zero.

Il mondo ha tanto da offrire, e non bisogna mai fossilizzarsi sulle cose. Bisogna, se non si riesce a uscire dall’empasse, cercare altri punti di vista, che magari poi ti accorgi che non ne valeva neanche la pena di incazzarsi.

E non è riferito a chi potrebbe pensare che lo sia, ma a tutt’altro, fidati.

Buonanotte

2010
03.25

Ecco il banner.

Questa sera, dalle 21. Dal vivo a Bologna, in streaming su Internet, in piazza con maxischermi in diverse città. L’elenco completo è sul sito.

Viva la libertà d’informazione, e soprattutto la voglia di informarsi.

EDIT:

ed ecco lo streaming della trasmissione. Questa sera, 25 marzo 2010, alle 21:00.

2010
02.11

iPuorc

Please Mr. Jobs, be kind with me and TradeMark stuff, it’s only for fun ;)

2010
01.11

Yo dawg, I heard you like firefox, so I put a Firefox in your Firefox so you can browse while you browse
Yo dawg, I heard you like Firefox, so I put a Firefox in your Firefox so you can browse while you browse

2009
12.16

Bene. Pensavo di posticipare di qualche giorno il completamento e la pubblicazione di questo articolo, visti particolari impegni. Ma penso anche che questo sia il momento di dedicare dieci minuti in più per esplicitare qualche pensiero ricorrente.

In passato abbiamo visto tante volte questo film. Al terrorismo non ci crede più nessuno. Agli anarchici, alle BR, ai NAR. Roba morta e sepolta.

Forse neanche mai esistita, nella mente. Forse, solo le braccia di qualcuno che non può e non deve sporcarsi le mani. Qualcuno dice dei servizi segreti. Comincio a pensarlo anche io.

Voglio dire, dopo tanti anni si può ragionare a mente fredda, e con qualche elemento in più, venuto fuori col passare del tempo. Si vedono le cose da un’altra angolazione, si intuiscono certe dinamiche che possono aver scatenato gli eventi.

E allora perché non dovrebbe essere così anche in questo caso? Perché dovremmo credere che il pacco bomba alla Bocconi è frutto degli anarchici, come ci dicono i giornali? Stranamente poi, pochissimi giorni dopo l’attentato a Silvio Berlusconi. Insomma su, vabbè che siamo un popolo di rincoglioniti, vabbè che hanno cercato di anestetizzarci la ragione con le tette della D’Urso e di Monica Setta, però questo mi sembra poprio il colmo, anche un ragazzino di 6 anni mangerebbe la foglia.

Questo non è partire prevenuti, ma partire dall’ipotesi più probabile.

Il vero problema, è che sentiremo ancora gente per strada che imprecherà “sono stati i comunisti”, “sono tornati gli anni di piombo” e cose del genere. Ricordiamoci, tutti, che gli anni di piombo tornano se, come e quando lo decidono i servizi segreti. E’ roba loro. Sono gli unici che possono disporre della cosa. Quindi, meno allarmismo e cerchiamo di smerdare questo sistema che da più di 30 anni mette in ginocchio l’Italia, mettendola in ginocchio, al servizio della politica e dei politici, invece che del popolo.

Aprite gli occhi

2009
11.29

Vi segnalo, con una puntina di orgoglio, che Matt Mets ha segnalato su Make: il video-tutorial che ho pubblicato qualche tempo fa su YouTube, riguardante lo sviluppo del progetto mio e di Massimiliano Schinco per l’esame di Interfacce e sistemi multimodali, tenuto dal prof. Carlo Giovannella, col supporto dell’ISIM garage.

Di seguito il link all’articolo su makezine.com:

http://blog.makezine.com/archive/2009/10/controlling_a_synth_with_light.html

Spero che appreziate :D

English version

The long link above refers to the article that Matt Mets wrote on Make: a few weeks ago about the project for a university exam (Multimodal interfaces and systems, hosted by Dr. Carlo Giovannella with ISIM garage‘s support), made by me and my university mate Massimiliano Schinco.

I hope you’ll enjoy that!

2009
10.19

Premessa:

Io ho sempre pensato che questo è un paese governato dalla mafia. Ma mai, giuro, mai avrei pensato si potesse arrivare a tanto.

La TV in genere, ma più spiccatamente quella commerciale, distaccandosi abbastanza dal suo obiettivo naturale (e cioè comunicare attraverso immagine e suono), al giorno d’oggi ha la funzione di dispensatrice del pensiero comune, dell’unico vero Verbo che lo spettatore dovrebbe interiorizzare. Il che vuol dire porla ad un livello decisamente sovradimensionato rispetto alla sua stessa natura.

Ora, non ci vuole un Einstein per comprendere che è un’operazione pericolosa, o più che altro dolosa. Una volta che infatti si è riusciti a convincere il pubblico di questo fatto, e cioè di aver posto la TV al di sopra della coscienza, nella scala delle priorità di ragionamento di un individuo, lo si può indirizzare dove si vuole. Esemplifico il concetto: quell’automobile non è mia, quindi non avrei nessun diritto di guidarla, ma una volta che riesco ad entrarci e ad azionare il motore, manca solo la mia volontà per portarla dove voglio io a dispetto del proprietario.

Negli anni, gli ultimi soprattutto, dagli anni ’90 in poi in Italia, quando la TV è diventata veramente uno strumento a portata di tutti, c’è stato secondo me un cambiamento spaventoso dei temi proposti dalle trasmissioni, spostandosi sempre più verso i format in cui si richiede (almeno teoricamente) allo spettatore di dare un giudizio e di esplicitarlo in diversi modi; in realtà, se si va a scavare, si può capire come questo giudizio non sia altro che un surrogato dei giudizi che danno i vari opinionisti nelle trasmissioni stesse. La gente non è portata a dare un suo giudizio, ma a concordare con questo o quell’altro giudizio dell’opinionista.

Ed a lungo andare, quando lo spettatore si è abituato a questo meccanismo, la TV acquisice la possibilità di far dire/fare/pensare quello che vuole al pubblico. O quantomeno di indirizzarlo.

Il risultato finale è quello che ho postato ad inizio articolo, e cioè il voler convicere l’ignaro spettatore della discutibile trasmissione “Mattino 5″ che una persona che indossa calzini color turchese e si va a far fare barba e capelli, è un individuo stravagante, da tenere d’occhio.

Ecco qual’è il male che la televisione porta al giorno d’oggi, il non saper più ragionare con la propria testa. E badate bene che, se si comincia da piccoli a ragionare con la testa degli altri, non se ne esce più.